Grafico a bolle in Excel - guida a dati, scale e lettura

Gavino Caputo 27 aprile 2026
Grafico a bolle Excel che confronta fatturato, margine e volume dei prodotti. Le bolle rappresentano i prodotti, la loro dimensione il volume.

Indice

Quando due indicatori non bastano per raccontare una situazione, un grafico a bolle in Excel aggiunge una terza informazione senza trasformare il foglio in una distesa di numeri. In questa guida mostro come preparare i dati, creare il grafico, scegliere la scala corretta e interpretare le bolle senza farsi ingannare dalle dimensioni visive.

Tre variabili diventano leggibili con una struttura semplice

  • Asse X per il primo indicatore numerico.
  • Asse Y per il secondo indicatore.
  • Dimensione della bolla per la terza variabile.
  • Dati ordinati in tre colonne per evitare errori nella selezione.
  • Grafico 2D generalmente più chiaro della versione tridimensionale.

Che cos’è un grafico a bolle e quando conviene usarlo

Il grafico a bolle è una variante del grafico a dispersione. Ogni bolla rappresenta un elemento, mentre la sua posizione dipende da due valori numerici e la sua dimensione da un terzo valore. Microsoft descrive proprio questo schema con prodotti, vendite e quota di mercato, ma lo stesso principio funziona per clienti, campagne, filiali o progetti.

Immagina di voler confrontare diversi prodotti. Sull’asse orizzontale puoi inserire il prezzo medio, su quello verticale il margine percentuale e usare la grandezza della bolla per indicare il numero di unità vendute. In un solo colpo d’occhio individui i prodotti costosi e redditizi, quelli molto venduti ma poco profittevoli e quelli che occupano una posizione debole su tutti i fronti.

Questa visualizzazione ha senso quando le tre variabili sono davvero collegate alla stessa decisione. Se devi mostrare una sola serie nel tempo, un grafico a linee sarà più leggibile; se devi confrontare categorie indipendenti, spesso una barra ordinata funziona meglio. Io uso le bolle soprattutto per cercare gruppi, valori anomali e compromessi, non per leggere numeri precisi.

Come preparare i dati prima di creare il grafico

La qualità del risultato dipende molto dalla tabella di partenza. Servono almeno tre colonne numeriche, oltre a una colonna con il nome dell’elemento. Una struttura pratica può essere questa.

Prodotto Prezzo medio Margine % Unità vendute
Alfa 24 18 1.800
Beta 31 27 950
Gamma 17 11 2.600
Delta 42 34 520

La prima colonna serve a identificare le bolle, mentre le tre successive corrispondono ai valori X, Y e Z. Evita di includere nella selezione righe vuote, subtotali o colonne con testo non pertinente. Excel può interpretare automaticamente la prima riga come intestazione, ma conviene controllare sempre il risultato.

Controlli utili sui valori

I numeri devono rappresentare grandezze confrontabili. Mescolare euro con migliaia di euro, oppure percentuali scritte alcune volte come 18 e altre come 0,18, produce un grafico difficile da leggere. Prima di procedere verifico anche la presenza di celle vuote, valori negativi e zeri, perché possono alterare o nascondere alcune bolle.

Se una variabile ha valori molto più grandi delle altre, non è necessariamente un problema. È però importante chiarire l’unità di misura nel titolo o nelle etichette, ad esempio “Unità vendute” oppure “Fatturato in migliaia di euro”.

Grafico a bolle Excel che valuta le opportunità del Q1 per reparto e probabilità di successo.

Come creare un grafico a bolle in Excel passo dopo passo

Con i dati organizzati, la creazione richiede pochi passaggi. Seleziona l’intervallo che comprende intestazioni e valori, poi apri la scheda Inserisci. Nel gruppo dedicato ai grafici scegli la categoria dei grafici a dispersione e seleziona “Bolle” oppure “Bolle con effetto 3D”.

  1. Seleziona la tabella completa, compresi i nomi degli elementi.
  2. Apri Inserisci e scegli il grafico a bolle.
  3. Controlla che l’asse X usi la colonna corretta.
  4. Controlla l’asse Y e la serie che determina la dimensione delle bolle.
  5. Aggiungi un titolo descrittivo e i titoli degli assi.
  6. Inserisci le etichette dati solo dove migliorano davvero la lettura.

Il punto più delicato è il controllo della serie. Se Excel assegna le colonne in modo errato, il grafico può apparire corretto ma raccontare una storia sbagliata. Selezionando il grafico e aprendo “Seleziona dati” puoi verificare i campi relativi a valori X, valori Y e dimensione delle bolle.

Quando la tabella non viene interpretata bene

Con dati più complessi può essere necessario modificare manualmente la serie. Nella finestra di configurazione, assegna l’intervallo dei prezzi ai valori X, quello dei margini ai valori Y e quello delle unità vendute alle dimensioni. La colonna con i nomi può essere usata per le etichette, ma non deve diventare un asse numerico.

Se il grafico contiene più gruppi, puoi creare una serie separata per ogni gruppo, ad esempio una per categoria di prodotto. È una soluzione utile per confrontare colori o segmenti, ma non bisogna esagerare: oltre 3 o 4 serie, la legenda e le sovrapposizioni tendono a diventare confuse.

Come leggere e formattare le bolle senza falsare il messaggio

La posizione di una bolla si legge dagli assi, mentre la sua dimensione comunica il terzo valore. Nel nostro esempio, Delta è il prodotto con il prezzo e il margine più elevati, ma ha il volume di vendita più basso. Gamma, invece, vende molto ma si trova nella parte bassa del margine. Questa è l’informazione strategica che il grafico rende immediata.

Per migliorare la lettura, assegna un titolo che spieghi le tre variabili. Un titolo come “Prodotti” è troppo vago; “Prezzo, margine e volume di vendita” orienta subito chi guarda il grafico. Aggiungo anche etichette solo alle bolle importanti, perché mostrare ogni valore può creare sovrapposizioni.

Leggi anche: Grafico Excel con tabella dati - guida pratica

Le impostazioni che fanno davvero la differenza

  • Riduci la trasparenza delle bolle al 30-50% quando si sovrappongono.
  • Usa colori coerenti con le categorie, non una tonalità diversa per ogni punto.
  • Imposta manualmente i limiti degli assi quando Excel lascia troppo spazio vuoto.
  • Riduci la scala delle bolle se una sola domina completamente il grafico.
  • Aggiungi una linea di tendenza solo se esiste una relazione plausibile tra X e Y.

La dimensione percepita può trarre in inganno. Le bolle vengono confrontate attraverso la loro area, non solo attraverso il diametro, quindi una differenza moderata nei dati può sembrare molto più ampia. Per questo preferisco usare la versione 2D e mantenere una legenda chiara, invece di ricorrere all’effetto tridimensionale, che spesso aggiunge decorazione ma riduce la precisione.

Gli errori più comuni e le alternative più leggibili

Il primo errore è usare valori categorici sugli assi. Un grafico a bolle richiede assi numerici, perché la posizione di ogni punto deve esprimere una quantità. Se inserisci nomi di regioni o mesi come categorie, è probabile che una barra o una linea sia più adatta.

Un altro problema frequente è confrontare bolle con unità di misura incompatibili. Una quota percentuale, un fatturato e un numero di clienti possono convivere nello stesso grafico, ma devono essere assegnati a ruoli diversi e spiegati chiaramente. Il lettore deve capire in pochi secondi che cosa indica ogni dimensione.

Obiettivo Grafico consigliato Perché
Confrontare categorie Barre Rende più precise le differenze tra valori.
Seguire un andamento temporale Linee Mostra bene direzione e velocità del cambiamento.
Confrontare tre variabili numeriche Bolle Combina posizione sugli assi e dimensione del punto.
Mostrare una composizione percentuale Barre impilate È più adatto a leggere parti di un totale.

Le bolle non sono ideali quando ci sono decine o centinaia di elementi. In questi casi il grafico diventa un ammasso di punti e perde la sua funzione. Io preferisco filtrare i dati, raggruppare le categorie o mostrare i 10-20 elementi più rilevanti, lasciando il dettaglio completo in una tabella collegata.

Come trasformare il grafico in uno strumento di analisi

Un grafico a bolle non dovrebbe fermarsi all’aspetto estetico. Dopo averlo creato, cerca quadranti, gruppi e casi fuori scala. Un prodotto con alta redditività e poche vendite può indicare un’opportunità commerciale, mentre una bolla molto grande con margine basso può segnalare un problema di prezzo o di costi.

Per rendere l’analisi più utile puoi collegare la tabella a filtri, segmentazioni o dati aggiornati periodicamente. La visualizzazione cambia valore quando risponde a una domanda concreta, come “quali clienti generano volume ma poca marginalità?” oppure “quali campagne hanno costo elevato e rendimento insufficiente?”.

La regola che seguo è semplice: prima definisco la decisione, poi scelgo le tre variabili. Se la terza variabile non aggiunge un’informazione utile, elimino la bolla e uso un grafico più semplice. Un visual efficace non è quello che contiene più dati, ma quello che permette di capire più rapidamente che cosa fare.

Il criterio finale per capire se il grafico funziona

Prima di condividere il file, nascondo per un momento la tabella e guardo solo il grafico. Se riesco a spiegare assi, dimensione delle bolle e principali differenze in meno di un minuto, la visualizzazione è probabilmente riuscita. Se invece devo consultare continuamente la legenda o interpretare colori e scale, riduco gli elementi e semplifico la struttura.

In Excel la parte tecnica richiede pochi clic, mentre la vera qualità nasce dalla scelta delle variabili, dalle scale e dalle etichette. Un diagramma a bolle ben costruito aiuta a vedere relazioni che una tabella nasconde, purché la grafica resti al servizio dell’analisi e non diventi il messaggio principale.

Domande frequenti

Servono una colonna con il nome dell’elemento e tre colonne numeriche. La prima variabile definisce l’asse X, la seconda l’asse Y e la terza la dimensione delle bolle. Controlla anche celle vuote, zeri, valori negativi e unità di misura incoerenti.

Seleziona il grafico e apri “Seleziona dati”. Verifica che gli intervalli dei valori X, dei valori Y e delle dimensioni delle bolle corrispondano alle colonne corrette; la colonna con i nomi deve essere usata per le etichette, non come asse numerico.

La versione 2D facilita il confronto tra le bolle e mantiene più precisa la lettura delle dimensioni. L’effetto 3D può aggiungere decorazione, ma spesso rende meno chiaro il rapporto tra i valori.

In genere è meglio non superare 3 o 4 serie. Oltre questo limite, la legenda e le sovrapposizioni tendono a diventare difficili da interpretare.

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Gavino Caputo
Mi chiamo Gavino Caputo e da 14 anni mi occupo con passione di analisi dati, Business Intelligence e Data Science. Ho iniziato questo percorso perché sono sempre stato affascinato dalla possibilità di trasformare grandi volumi di informazioni in conoscenza utile e fruibile. Sul sito mondobi.it, il mio obiettivo è quello di rendere accessibili concetti complessi, condividendo la mia esperienza per aiutare a comprendere meglio il mondo dei dati, le sue applicazioni e le tendenze emergenti. Cerco di fornire contenuti accurati e aggiornati, spiegando i temi in modo chiaro e strutturato, basandomi su un confronto costante tra le diverse fonti e metodologie che incontro nel mio lavoro quotidiano.

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