Importare CSV in Excel senza errori con Power Query

Emilio Santoro 24 giugno 2026
Errore in Power Query: la colonna 'Column1' non trovata durante la trasformazione di un file CSV in Excel.

Indice

Quando un file CSV entra in Excel e tutti i dati finiscono in una sola colonna, il problema quasi sempre dipende dal separatore, dall’encoding o dal formato regionale del computer. In questo articolo mostro come importare correttamente i dati, sistemare le colonne, evitare errori con date e numeri e creare un flusso Power Query aggiornabile con un semplice clic.

Importare un CSV in Excel senza perdere le colonne

  • Separatore corretto: virgola, punto e virgola o tabulazione determinano la divisione dei campi.
  • Power Query: consente di controllare anteprima, encoding, tipi di dati e trasformazioni.
  • Date e numeri: le impostazioni locali italiane possono modificare o interpretare male i valori.
  • Automazione: importando da una cartella puoi consolidare più CSV e aggiornarli senza ripetere il lavoro.
  • Controllo finale: intestazioni, righe, colonne e valori vuoti vanno verificati prima dell’analisi.

Tabelle 052 (Pagina 78) con colonne di dati finanziari, simile a un file CSV in Excel.

Perché Excel mette il CSV in una sola colonna

Un CSV è un file di testo in cui i campi sono separati da un carattere. Il nome richiama la virgola, ma in Italia è molto comune trovare file con punto e virgola, soprattutto quando la virgola viene usata come separatore decimale.

Se Excel si aspetta il punto e virgola mentre il file usa la virgola, ogni riga viene letta come un unico campo. Il risultato è una tabella apparentemente inutilizzabile, anche se il file originale è integro.

Prima di intervenire conviene aprire il CSV con un editor di testo e osservare una riga. Un esempio può essere:

Id;Cliente;Data;Importo
1024;Rossi Srl;15/02/2026;1250,50

In questo caso il delimitatore è ;, mentre la virgola separa i decimali. Scegliere “virgola” durante l’importazione produrrebbe colonne sbagliate e potrebbe anche trasformare l’importo in due valori distinti.

Un altro elemento spesso trascurato è il qualificatore di testo, di solito la doppia virgoletta. Serve a proteggere i separatori contenuti dentro un testo, come in questo esempio:

1025;"Milano, sede centrale";20/02/2026;890,00

La virgola nel nome della sede non deve creare una nuova colonna. Se il file è costruito correttamente, Excel e Power Query riconoscono quel testo come un singolo valore racchiuso tra virgolette.

Il metodo più sicuro per importare un CSV in Excel

Per un’importazione occasionale si può aprire direttamente il file, ma io preferisco usare il percorso Dati > Recupera dati > Da file > Da testo/CSV. In questo modo Excel mostra un’anteprima e permette di correggere i parametri prima di caricare i dati nel foglio.

  1. Apri una nuova cartella di lavoro e seleziona Dati.
  2. Scegli Recupera dati, poi Da file e Da testo/CSV.
  3. Individua il file e attendi l’anteprima.
  4. Controlla origine file, delimitatore e rilevamento dei tipi di dati.
  5. Scegli Trasforma dati se devi modificare le colonne, oppure Carica per un’importazione immediata.

Nella finestra di anteprima verifica subito se i campi sono distribuiti correttamente. Se vedi una sola colonna, prova a cambiare il delimitatore da virgola a punto e virgola, tabulazione o “personalizzato”. Non caricare i dati prima di aver risolto questo punto, perché le trasformazioni successive diventerebbero più confuse.

Per file provenienti da sistemi diversi, controlla anche l’origine file. Con un CSV UTF-8 l’impostazione corretta evita caratteri deformati come “Milàno” al posto di “Milano”. Se le lettere accentate appaiono corrotte, il problema non riguarda le colonne ma la codifica del testo.

Quando la prima riga contiene i nomi dei campi, assicurati che venga usata come intestazione. In caso contrario Excel potrebbe chiamare le colonne “Column1”, “Column2” e così via, costringendoti a rinominare tutto manualmente.

Come correggere, dividere e ordinare le colonne

Una volta aperto l’Editor di Power Query, ogni modifica viene registrata come un passaggio ripetibile. Questo è il vantaggio principale rispetto al copia-incolla: se domani ricevi un CSV con la stessa struttura, puoi applicare automaticamente le stesse correzioni.

Dividere una colonna con un delimitatore

Se una colonna contiene valori concatenati, selezionala e usa Trasforma > Dividi colonna > Per delimitatore. Puoi scegliere un carattere come punto e virgola, virgola, barra o spazio, indicando se dividere a ogni occorrenza oppure solo alla prima.

Immagina una colonna con valori come “Lombardia | Milano”. Dividerla sulla barra verticale permette di ottenere regione e città in due campi distinti. Questa scelta è utile per filtri, tabelle pivot e grafici, perché una colonna con due informazioni miste è difficile da analizzare.

Rinominare e riordinare i campi

Rinomina le intestazioni con nomi brevi e stabili, ad esempio DataOrdine, Cliente e Totale. Evita di usare nomi diversi tra file dello stesso processo, perché le query basate su cartelle lavorano meglio quando le intestazioni sono coerenti.

Puoi trascinare le colonne nell’ordine desiderato oppure usare i comandi per spostarle a sinistra o a destra. L’ordine non cambia il contenuto, ma una struttura leggibile riduce gli errori quando la tabella viene consegnata ad altri utenti.

Leggi anche: Collegamenti ipertestuali in Excel - guida pratica e formule

Rimuovere spazi e valori inutili

Gli spazi iniziali o finali sono una causa frequente di duplicati apparenti. “Rossi Srl” e “Rossi Srl ” sembrano uguali a occhio, ma per Excel possono essere valori differenti. Usa Formato > Elimina spazi e, se necessario, pulisci i caratteri non stampabili.

Prima di eliminare una colonna, però, controlla se serve per una relazione, una formula o una verifica futura. Io tendo a rimuovere solo i campi chiaramente inutili e a conservare gli identificativi originali, anche quando non servono nel report finale.

Date, numeri e codici che Excel interpreta male

La divisione corretta delle colonne non basta. Excel può riconoscere un valore con il tipo sbagliato, trasformando ad esempio un codice cliente in un numero o una data italiana in una data americana.

Valore nel CSV Rischio comune Tipo consigliato
001245 Gli zeri iniziali vengono eliminati Testo
15/02/2026 Giorno e mese vengono invertiti Data con impostazioni locali italiane
1250,50 La virgola decimale viene letta come testo Numero decimale
IT12345678901 Il codice viene modificato o convertito Testo

Per i codici, i CAP, i numeri di telefono e gli identificativi con zeri iniziali scelgo quasi sempre il tipo Testo. Un CAP come 00100 non è una quantità da sommare: è un’etichetta, quindi trattarlo come numero fa perdere informazione.

Per date e importi, imposta il tipo usando la corretta impostazione locale. In Power Query puoi fare clic destro sulla colonna, scegliere “Cambia tipo” e specificare “Usa impostazioni locali”. Questa opzione è più affidabile del semplice cambio formato nel foglio, perché corregge il valore già durante l’importazione.

Fai attenzione al rilevamento automatico dei tipi. È comodo per file semplici, ma può basarsi sulle prime righe e sbagliare quando una colonna contiene valori misti. Per flussi ricorrenti preferisco impostare manualmente i tipi dopo aver promosso le intestazioni.

Power Query per trasformare il flusso in un processo aggiornabile

Power Query diventa davvero utile quando il CSV non deve essere importato una sola volta. Dopo aver creato la query, puoi sostituire il file, aggiungere nuovi dati o correggere la fonte e premere Aggiorna tutto per ripetere l’intero processo.

Un flusso pratico può seguire questa sequenza:

  1. Importare il file da testo/CSV.
  2. Impostare delimitatore e codifica.
  3. Promuovere la prima riga a intestazioni.
  4. Eliminare colonne inutili.
  5. Pulire spazi e caratteri indesiderati.
  6. Impostare i tipi di dati.
  7. Caricare il risultato in una tabella Excel o nel modello dati.

Ogni passaggio compare nel riquadro “Passaggi applicati”. Se il file cambia ma mantiene la stessa struttura, la trasformazione viene riutilizzata senza dover ripetere le operazioni a mano.

Per chi lavora con dati più tecnici, Power Query permette anche di modificare il codice M. Ad esempio, una funzione di importazione può specificare delimitatore e codifica in modo esplicito:

Csv.Document(
    File.Contents(PercorsoFile),
    [Delimiter=";", Encoding=65001, QuoteStyle=QuoteStyle.Csv]
)

Non serve scrivere codice per usare Power Query, ma conoscere questi parametri aiuta a capire perché una query legge il CSV in modo diverso da Excel. Il valore 65001 identifica normalmente UTF-8, mentre il delimitatore deve corrispondere a quello effettivamente presente nel file.

Importare più CSV da una cartella e automatizzare il lavoro

Se ricevi un file ogni giorno o ogni settimana, il metodo più efficiente è mettere tutti i CSV in una cartella e scegliere Dati > Recupera dati > Da file > Da cartella. Power Query può combinare i file e produrre una tabella unica, pronta per analisi e dashboard.

Questa soluzione funziona bene quando i file hanno intestazioni, numero di colonne e tipi di dati coerenti. I nomi possono anche non essere nello stesso ordine in alcuni scenari, ma una struttura stabile riduce gli errori e rende più semplice la manutenzione.

Conviene mantenere nella cartella solo i file destinati all’importazione. Un PDF, un vecchio CSV o un file temporaneo potrebbero essere incluso nel processo e generare errori. Per questo io uso spesso una cartella “input” pulita e una cartella separata per gli archivi.

Se ogni file contiene il mese di riferimento nel nome, puoi estrarre quel dato con una trasformazione e aggiungerlo come colonna. Diventa così possibile filtrare le vendite per periodo anche quando il CSV non contiene una colonna data completa.

Per automazioni più ampie puoi affiancare Power Automate o una macro VBA, ma non partirei da lì. Nella maggior parte dei casi, una query Power Query ben costruita risolve già il problema con meno manutenzione e meno punti di rottura.

Gli errori più comuni durante l’importazione

Quando le colonne non tornano, il primo controllo deve riguardare la struttura del file, non le formule del foglio. Le cause più frequenti sono delimitatore errato, virgolette mancanti, righe con un numero diverso di campi e codifica non compatibile.

  • Una sola colonna: prova un delimitatore diverso e controlla le impostazioni locali.
  • Colonne spostate: verifica se un testo contiene virgole o punti e virgola non racchiusi tra virgolette.
  • Accenti corrotti: seleziona UTF-8 o l’origine file corretta.
  • Date sbagliate: importa la colonna con impostazioni locali italiane.
  • Zeri scomparsi: assegna il tipo Testo prima delle trasformazioni numeriche.
  • Errore durante l’aggiornamento: controlla se un nuovo CSV ha intestazioni o colonne diverse.

Controlla anche il numero di righe e di colonne dopo il caricamento. Un foglio Excel può contenere fino a 1.048.576 righe e 16.384 colonne, ma file molto grandi possono rendere il foglio lento. In quel caso è preferibile caricare i dati nel modello dati o filtrare le righe già in Power Query.

Prima di costruire grafici o indicatori, faccio sempre tre verifiche rapide. Confronto il numero di righe con il file originale, controllo alcune somme e cerco valori nulli nelle colonne obbligatorie. Bastano pochi minuti per evitare che un errore di importazione finisca in un report aziendale.

Una routine semplice per avere colonne affidabili

La procedura più solida è separare la fonte originale dal risultato trasformato. Non modificare direttamente il CSV e non correggere manualmente la tabella caricata in Excel, perché alla successiva importazione perderesti quelle modifiche.

Imposta invece una query con passaggi chiari, nomi coerenti e tipi definiti. Salva una copia di esempio del file, documenta il delimitatore e indica cosa deve contenere ogni colonna. Questa piccola disciplina rende il flusso più comprensibile anche a chi dovrà gestirlo dopo di te.

Per un singolo CSV può bastare l’importazione guidata. Per dati ricorrenti, più file o trasformazioni ripetute, Power Query è la scelta più pratica: corregge le colonne una volta e riapplica le regole a ogni aggiornamento.

La differenza tra un foglio che “sembra a posto” e una base dati davvero utilizzabile sta nei dettagli. Delimitatore, codifica, tipi di dati e controlli finali determinano se le colonne saranno pronte per formule, tabelle pivot e analisi affidabili.

Domande frequenti

Di solito il delimitatore scelto non corrisponde a quello del file. In Italia è frequente usare il punto e virgola come separatore dei campi e la virgola per i decimali. Nell’anteprima di Excel prova quindi punto e virgola, virgola, tabulazione o un delimitatore personalizzato.

Controlla l’origine file nella finestra di importazione e seleziona UTF-8 quando il CSV è codificato in UTF-8. Questa impostazione evita errori come Milàno al posto di Milano, che dipendono dalla codifica e non dal separatore.

Imposta i codici cliente, CAP, numeri di telefono e identificativi come Testo per conservare gli zeri iniziali. Per date e importi usa Cambia tipo con l’opzione Usa impostazioni locali e seleziona le impostazioni italiane. In questo modo valori come 15/02/2026 e 1250,50 vengono interpretati correttamente.

Salva i file con struttura coerente in una cartella dedicata e scegli Dati > Recupera dati > Da file > Da cartella. Power Query può combinarli in una tabella unica e riapplicare le trasformazioni con Aggiorna tutto. Mantieni nella cartella solo i CSV destinati all’importazione.

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Emilio Santoro
Mi chiamo Emilio Santoro e mi occupo di analisi dati, business intelligence e data science da 4 anni. Ho iniziato a esplorare questo mondo perché sono affascinato dal potenziale dei dati nel trasformare le decisioni aziendali e nel fornire una comprensione più profonda dei fenomeni. Sul sito mondobi.it, cerco di rendere accessibili concetti complessi, condividendo la mia esperienza nel collegare la teoria alla pratica e nel presentare informazioni in modo chiaro e organizzato. La mia priorità è offrire contenuti accurati, utili e sempre aggiornati, basati su un'attenta verifica delle fonti e un confronto costante con le tendenze del settore.

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